Ė una specie vegetale che vive da oltre cento milioni di anni nel mare, ma non è un’alga. E sebbene il suo nome faccia riferimento all’oceano, è diffusa solo del Mediterraneo, dove è presente ovunque nella fascia costiera.
La Posidonia oceanica è una pianta marina, che fiorisce, produce frutti e si riproduce per seme, formando delle praterie sommerse, che possono estendersi anche per decine di ettari su qualunque tipo di fondale, sia sabbioso che roccioso e finanche detritico. Essendo una pianta, ha bisogno di luce per la fotosintesi clorofilliana, per cui è presente fino a una profondità di circa 40 metri e poi necessita di acqua il più possibile limpida e libera da sedimenti in sospensione.
Eppure, rispetto alle condizioni naturali minime che servono perché le praterie restino in buona salute, la Posidonia garantisce un contributo ben più significativo, addirittura decisivo per la salute del mare. Motivo per il quale l’habitat di cui è artefice è considerato prioritario per il Mediterraneo e meritevole di particolare, specifica tutela ovunque si trovi. Non a caso, i Siti di Interesse Comunitario e le Zone Speciali di Conservazione marini, tutelati a livello europeo dalla Direttiva “Habitat”, corrispondono alle praterie e ai punti di diffusione della Posidonia, la cui salvaguardia è anche la principale finalità delle Aree Marine Protette finora istituite in Italia.
La pianta presenta foglie nastriformi, che possono raggiungere anche il metro di lunghezza e sono riunite in ciuffi, un fusto rizomatoso e radici che la tengono ancorata al sostrato su cui cresce. La fioritura avviene in autunno con una infiorescenza verde che, dopo l’impollinazione, produce frutti chiamati “olive di mare” per la somiglianza con quelle di terra. I frutti restano per sei mesi sulla pianta, prima di staccarsene e salire in superficie dove galleggiano. I frutti, quando marciscono, liberano i semi, che precipitano sul fondo e, in condizioni favorevoli, danno vita a nuove piante.
La crescita della pianta avviene attraverso i rizomi, che si espandono orizzontalmente, determinando così la conquista di nuovo spazio e l’allargamento della prateria. Ma la crescita dei rizomi può avvenire anche verticalmente, creando così la cosiddetta matte, peculiarità della Posidonia e del suo habitat. La matte è una stratificazione intrecciata di rizomi secchi e di radici che intrappola anche la sabbia del fondale. Si crea così una struttura vegetale in continuo, lentissimo (si calcola un metro al secolo) accrescimento su cui vegetano le piante vive. La presenza di queste piattaforme in mare, vicino alla costa, rappresenta una preziosa barriera a difesa dei litorali dall’erosione del moto ondoso. Effetto a cui contribuiscono anche gli accumuli di foglie secche di Posidonia che il mare deposita a terra durante il periodo invernale. Le foglie morte, insieme ai rizomi strappati dal fondo, una volta spiaggiati, formano le cosiddette banquettes che, se non vengono rimosse, si stratificano e consolidano, creando delle strutture vegetali in grado di rappresentare anch’esse una barriera a terra contro l’erosione delle spiagge.
Tra le tante funzioni della Posidonia, quella di nursery svolta dalle praterie è fondamentale per la biodiversità, perché all’interno di essa trovano rifugio tante specie animali che vi si riproducono, consentendo ai loro giovanili di crescervi in sicurezza. L’importanza dell’habitat Posidonia sta proprio nell’offrire condizioni favorevoli per la vita di moltissime, varie specie animali e vegetali. Tra queste, diverse epifite come diatomee e alghe, anche incrostanti, vivono proprio sulle foglie della Posidonia e sono cibo per molte delle specie animali, in gran parte erbivore, che popolano la prateria, tra cui policheti, molluschi e crostacei.
Nella prateria vivono sia specie sessili, ovvero ancorate al fondale, nello specifico alla matte, e la prima fra tutte è la Pinna nobilis, che animali vagili, ovvero quelli come i pesci che si muovono nella prateria al sicuro dai loro predatori naturali. Dunque, la Posidonia è necessaria per il ripopolamento delle specie ittiche di interesse per la pesca. Nel complesso, il patrimonio di biodiversità legato alla Posidonia comprende 400 specie vegetali e circa 1000 specie animali.
Le praterie sono l’equivalente in mare delle grandi foreste in termini di produzione di ossigeno: un metro quadrato può produrre ogni giorno da 10 a 15 litri di ossigeno. E, d’altra parte, ha anche una notevole capacità di catturare e trattenere CO2, visto che la matte custodisce la metà del carbonio sepolto nei sedimenti marini in tutto il mondo. Su entrambi i fronti, si tratta di un presidio contro il cambiamento climatico.
La regressione della Posidonia, che si registra quasi ovunque, con perdita o riduzione del suo habitat è provocata dall’inquinamento marino, dalla pesca a strascico e dall’ancoraggio selvaggio, che strappano le piante dal fondo, desertificando il fondale, per la difficoltà di ricolonizzazione da parte della pianta e per la lentezza di ogni eventuale ricrescita.