Sono i numeri che si leggono sulle cassette nelle pescherie e su tutte le confezioni di prodotti ittici. Stabiliti dalla Fao (Food and Agricolture Organization), l’organizzazione delle Nazioni Unite per il cibo e l’agricoltura, per indicare le diverse aree di pesca negli oceani e nei mari interni.
Numeri che non sempre sono seguiti dalla denominazione o da un’immagine esplicativa come è prescritto, per cui risultano essere spesso poco comprensibili agli acquirenti. E invece la finalità di quell’indicazione numerica è proprio di garantire la massima informazione e trasparenza sulla provenienza di pesci, crostacei e molluschi destinati al consumo, per consentire al consumatore una scelta consapevole.
I codici Fao sono composti, nell’ordine, dai numeri che indicano le Zone, ovvero le parti degli oceani individuate come principali riferimenti e, all’interno di esse, altri numeri individuano le Sottozone e, come ulteriore specificazione, le Divisioni.
La Zona Fao che interessa più direttamente l’Italia è la numero 37, che individua il Mar Mediterraneo e il Mar Nero. Questa comprende tre sottozone, ciascuna delle quali è suddivisa in alcune divisioni.
La Sottozona 37.1 identifica il Mar Mediterraneo occidentale, da Gibilterra alla costa occidentale della Penisola. All’interno di essa, ci sono la divisione 37.1.1 per il Mare delle Baleari; la divisione 37.1.2 per il Golfo del Leone; la divisione 37.1.3 per il Mar di Sardegna, comprensivo anche del Mar Ligure e del Mar Tirreno.
La Sottozona 37.2 riguarda il Mar Mediterraneo centrale, dalla costa orientale dell’Italia ai Balcani e in nord-Africa la Tunisia e la Libia. Comprende la Divisione 37.2.1 del Mar Adriatico e la Divisione 37.2.2 del Mar Ionio.
Sottozona 37.3 è il Mar Mediterraneo orientale con la Divisione 37.3.1 per il Mar Egeo e la Divisione 37.3.2 per il Mar di Levante, che arriva alle coste di Grecia, Turchia, Libano, Israele ed Egitto.
La Zona 37.4 identifica il Mar Nero.
Le altre Zone Fao: Zona 18 Mare Artico; Zona 21 Atlantico nord-occidentale; Zona 27 Atlantico nord-orientale; Zona 31 Atlantico centro-occidentale; Zona 34 Atlantico centro-orientale; Zona 41 Atlantico sud-occidentale; Zona 47 Atlantico sud-orientale; Zona 48 Atlantico, Antartico; Zona 51 Oceano Indiano occidentale; Zona 57 Oceano Indiano orientale; Zona 58 Antartico e Oceano Indiano meridionale; Zona 61 Pacifico nord-occidentale; Zona 67 Pacifico nord-orientale; Zona 71 Pacifico centro-occidentale; Zona 77 Pacifico centro-orientale; Zona 81 Pacifico sud-occidentale; Zona 87 Pacifico sud-orientale; Zona 88 Pacifico Antartico.
Le indicazioni europee
Secondo quanto stabilito dal Regolamento CE n.1379/2013, in particolare dall’articolo 35, il pesce messo in commercio deve recare, obbligatoriamente, il nome commerciale, in accordo con l’elenco ufficiale delle specie ittiche formulato da ogni Paese, e il nome scientifico corrispondente; l’indicazione degli attrezzi da pesca e delle modalità di cattura e la Zone di pesca Fao, per riconoscere il prodotto e la sua origine, che riguarda anche la stagionalità del prodotto ittico.