Un grande ombrello protettivo e cibo, sempre e comodamente a disposizione.
Sono le grandi meduse del Mediterraneo che assicurano questi vantaggi ad alcune specie di pesci con cui hanno creato un rapporto simbiotico e da cui anch’esse traggono benefici. Creature marine molto diverse, come la stupefacente Cassiopea mediterranea (Cotylorhiza tuberculata) e il suro o sugarello (Trachurus trachurus), protagonisti di uno dei più caratteristici esempi di simbiosi offerti dal nostro mare.
La medusa dall’affascinante nome mitologico ha un aspetto decisamente strano e talmente caratteristico da risultare inconfondibile: osservandolo dall’alto, l’ombrello appare come un grande uovo fritto, con un rigonfiamento giallo intenso circondato da un disco bianco ed è nota, infatti, anche come “medusa uovo fritto”. Il margine dell’ombrello può assumere una colorazione verdastra, indicativa della presenza delle minuscole alghe zooxantelle, con cui pure intrattiene un rapporto simbiotico, come molti altri animali marini. Al di sotto dell’ombrello, che può raggiungere i trenta centimetri di diametro, come le altre sorelle appartenenti all’ordine delle Rizostomee ha dei bracci con numerose ramificazioni in cui sono collocati gli orifizi orali attraverso i quali si nutre. I bracci, che terminano con dei piccoli bottoni blu/viola, non sono, dunque, dei tentacoli come in altre specie di meduse e, nel caso della Cassiopea, non hanno cellule urticanti, per cui sono innocui anche per l’uomo. Tra quei filamenti trovano un rifugio sicuro dai predatori i piccoli branchi di giovani sugarelli, che approfittano della medusa protettrice anche per rifornirsi facilmente di cibo. La medusa, a sua volta, si avvale dei pesciolini al seguito per liberarsi di parassiti e ospiti sgraditi.
Il sugarello o suro appartiene alla famiglia dei Carangidi, dunque è un pesce osseo pelagico, presente anche nel Mediterraneo, oltre che nell’Oceano Atlantico e nel Mare del Nord. Vive prevalentemente a grandi profondità, fino ai mille metri, ma si può incontrare anche a profondità minori, più vicino alla costa, in zone ombrose. I banchi affrontano migrazioni stagionali per trovare temperature costanti. Il singolo esemplare ha una lunghezza media di una trentina di centimetri, un colore verde iridescente, fianchi argentati con una macchia nera sull’opercolo e una sull’ascella pettorale con pinne dorsali grigie, pinne anale e ventrali biancastre, pettorali e ventrali grigio-verdi.
La simbiosi dei giovanili di sugarello, che sono immuni al liquido urticante delle meduse, non riguarda solo la Cassiopea, ma anche l’altra grande medusa del Mediterraneo, il polmone di mare (Rhizostoma pulmo). Lo stesso vale anche per i giovanili di un altro carangide, la ricciola (Seriola dumerili), e di pesci della famiglia degli Sparidi come salpa (Sarpa salpa) e boga (Boops boops).