Ė considerato un bioindicatore dello stato di salute del mare. Un marciapiede che segue la linea di costa per tratti più o meno lunghi, proteso nel mare, da cui viene ricoperto nelle fasi di alta marea, mentre resta emerso in quelle di bassa.
A costruirlo non sono squadre di operai con ferri e cemento, ma vegetali e animali marini, specializzati nella realizzazione di strutture che creano con le parti calcaree di loro stessi. A compiere l’opera sono sia alcune specie di alghe rosse, come il Litophillum lichenoides sia dei piccoli molluschi specie Dendropoma petraeum. Strato dopo strato, le concrezioni calcaree prodotte dalle alghe e le conchiglie dei molluschi, saldate tra loro, formano nel tempo i marciapiedi, definiti anche “trottoir” in francese, a vermeti, perché i molluschi costruttori appartengono alla famiglia dei Vermetidi. Un processo che somiglia a quello all’origine delle barriere coralline nei mari tropicali o, nel nostro Mediterraneo, il fondale a coralligeno, di cui sono artefici proprio alghe rosse e molluschi calcarei.
I marciapiedi possono essere larghi anche diversi metri o presentarsi come degli stretti cordoli. Un effetto che dipende dal sostrato di partenza. Se il sostrato originario è calcareo, la costruzione sarà più estesa, mentre sono di dimensioni ridotte quelle impiantate sui basalti, i graniti e il flysch.
Le strutture create dagli organismi marini sono vive e sempre in ampliamento ed evoluzione. Se, infatti, gli strati di base, consolidati, sono formati dall’insieme delle conchiglie cementificate degli animali morti e dalle incrostazioni lasciate dalle alghe nel tempo, in superficie vivono le colonie dei molluschi e vegetano le alghe. Oltre ai costruttori naturali, che lo creano, il marciapiede rappresenta l’habitat di diverse altre specie vegetali e animali, che vi trovano condizioni favorevoli alla loro vita.