I ricci di mare, tanto piccoli quanto fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi marini
Se ne contano circa novecento specie, diffuse in tutti i mari e gli oceani del pianeta. Dove svolgono una funzione fondamentale negli equilibri di tutti gli habitat marini. Sono i ricci di mare, organismi tanto piccoli quanto complessi, che in centinaia di milioni di anni sono stati capaci di adattarsi alle più diverse condizioni di vita in natura, ma che si dimostrano molto sensibili ai cambiamenti climatici e, avendo un dermascheletro calcareo, alla crescente acidificazione degli oceani. Senza contare gli effetti del prelievo indiscriminato a uso alimentare sulle popolazioni più esposte e in regressione.
Ė solitamente il primo volatile che viene spontaneo associare all’ambiente marino. Un compagno fedele durante i viaggi per mare o in zone costiere, ma sempre più spesso, ormai, anche presenza assidua in zone interne e nelle grandi città, dove con i suoi simili è stabilmente insediato nei pressi di discariche o di punti di raccolta dei rifiuti.
Ė un asteroide. Tuttavia non appartiene al cielo, ma alle profondità marine. Come ogni altro organismo bentonico trascorre quasi tutta la sua vita sul fondale, sia esso composto da sabbia, detriti o roccia. E nel verde delle lunghe foglie di Posidonia risalta, con il colore che la contraddistingue e la identifica, la stella rossa o, secondo il suo nome scientifico, l’Ephinaster sepositus.
Il primo, lo Sphyraena viridensis, è a tutti gli effetti un “alieno”, considerato che il suo areale di provenienza è l’Oceano Atlantico nord-orientale, sebbene, oltre che come boccagialla, sia conosciuto come Barracuda mediterraneo, il mare in cui si è diffuso solo una decina di anni o poco più, in conseguenza dell’aumento delle temperature.
Sono piccoli animali marini. Estremamente piccoli. Eppure, rivestono un’importanza enorme e senza pari nei complessi e delicati equilibri ecologici degli oceani. E dunque dell’intero pianeta, considerato che la distesa blu ne occupa oltre il 70 per cento della superficie.
Ė la più grande. Ma anche la più innocua tra le meduse. Il Polmone di mare,
Formidabile saltatrice, è la sua livrea dai colori vivaci a farla risaltare sulla superficie azzurra del mare.
Ė un pesce. Ma dalla forma tanto particolare che si fa fatica a catalogarlo come tale.
Tra gli abitanti del mare, è uno dei soggetti più ricercati e apprezzati da chi fotografa le bellezze del pianeta blu.
Ė il “segreto” naturale della colorazione rosso-rosata dei fenicotteri.
Il suo nome comune in diverse lingue compreso l’italiano la associa alle Gorgoni. E una di esse, Euriale, è evocata dall’ordine degli Euriali a cui appartiene. Ma certamente non è un mostro, come venivano considerate le figure mitologiche dalla chioma formata da serpenti. Tutt’altro.
A loro non rinuncia mai. E ogni volta che si trasferisce in una conchiglia più grande, si premura di approntare una sistemazione adeguata nella nuova casa anche per le sue fedeli compagne di viaggio. E di vita. Le uniche con cui accetta di condividere lo spazio “domestico” nel quale notoriamente non ama intrusioni, neppure da parte dei suoi simili.
Per decenni la foca monaca (Monachus monachus) è stata praticamente un fantasma, protagonista di qualche avvistamento in mare aperto tanto raro da meritare annunci ufficiali e titoli di giornale in grande evidenza.
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