Il suo squillante color arancione si distingue inconfondibilmente sulle pareti delle grotte sommerse o sulle rocce popolate da coralli, gorgonie e da altri animali caratteristici del coralligeno.
A creare quello straordinario effetto speciale nelle profondità marine del Mediterraneo e in alcune aree dell’Atlantico orientale non è il singolo esemplare di Parazoanthus axinellae, comunemente nota come margherita di mare, date le sue dimensioni minuscole, ma l’estensione delle colonie, che raggruppano migliaia e migliaia di polipi, fissati al sostrato con uno stolone morbido e unico.
Sono davvero piccoli, i polipi, appena cinque millimetri di diametro e una ventina di altezza. Ogni polipetto presenta una parte basale e una eretta che è retrattile. Tutto il corpo è dotato delle cellule urticanti (cnidocisti) che collocano la margherita tra gli Cnidari o anche Celenterati, perché dotati della cavità gastrica chiamata celenteron. Appartenente alla classe degli Antozoi, trattandosi di un polipo, la margherita è un esacorallo, perché dispone di tentacoli filiformi e lisci in numero tra i 24 e i 36, dunque multipli di sei, disposti in due file intorno alla bocca e dotati, più che le altre parti del corpo, di cellule urticanti. Grazie ai tentacoli, i polipi catturano il microplancton di cui l’animale si nutre. E proprio per avere disponibilità di cibo, la specie si insedia in luoghi dove il movimento delle correnti è forte. Altra esigenza è la scarsa luminosità, non a caso Parazoanthus è presente nelle cavità marine o comunque su pareti rocciose in ombra. La profondità varia dai 5 ai 50 metri perlopiù, ma si trovano colonie fino ai 200 metri. Dove incontra condizioni favorevoli, la specie si espande a tappeto anche su superfici molto ampie. Le colonie possono fondersi o scindersi.
I raggruppamenti comprendono esemplari maschili e femminili, che si riproducono in primavera, con la deposizione delle uova nel mese di marzo. A fine autunno, dalle uova si liberano delle larve planctoniche che vengono trasportate dalla corrente per creare nuove colonie.
Se prediligono il sostrato duro e roccioso, le margherite di mare possono insediarsi anche su altri animali. E già il loro nome scientifico rivela una simbiosi con alcune spugne della famiglia Axinellidae – Axinella darmicornis e Axinella verrucosa - che sono anch’esse animali filtratori e presentano la stessa colorazione gialla. Oltre alle spugne, le margherite si stabiliscono anche su altre specie di spugne (Petrosia, Agelas e Sarcotragus), sui tunicati del genere Microcosmus e sulle gorgonie gialle Eucinella cavolinii e sulle bianche Eucinelle verrucose.