Era il 1980 quando fu avvistata nelle acque di Israele, per la prima volta nel Mediterraneo. E da allora la sua è stata una lenta, ma progressiva espansione verso occidente, favorita specialmente negli anni recenti dall’aumento delle temperature del mare, che sta colpendo in modo particolare proprio il Mediterraneo.

Un mare che ospita da sempre pesci della famiglia dei Murenidi, di cui il rappresentante più diffuso resta Muraena helena, parente stretta dell’aliena Enchelycore anatina, nome ufficiale che identifica la Murena orientale, nota anche come “murena tigre”. Una denominazione, quest’ultima, legata ai colori vivaci che la caratterizzano, dal giallo all’arancio, al marrone, con screziature che possono ricordare il mantello del grande felino terrestre.
Da quella prima segnalazione, sono trascorsi ben trent’anni prima di avere notizia della presenza della “tigre” serpentiforme nell’alto Adriatico, in Croazia. E più di un altro decennio per il primo avvistamento italiano, alle isole Tremiti, dove ha fatto la sua comparsa, almeno a livello ufficiale, nel 2024, sebbene non manchino testimonianze di incontri precedenti con la murena dai colori sgargianti, ben diversa dalla parente locale dalla colorazione bruno-nerastra molto più sobria. murene alieni
La murena aliena ha il suo areale di riferimento nell’Atlantico occidentale, dove è presente nel mare degli arcipelaghi di Canarie, Capo Verde, Azzorre e Madera. Il maschio adulto della specie può raggiungere il metro e mezzo di lunghezza e la dentatura è trasparente. Per il resto, a parte il colore, ha un comportamento comune agli altri membri della famiglia Murenidae, ovvero è carnivora, preda soprattutto nelle ore notturne e si nutre di pesci, crostacei e molluschi, a cominciare dai polpi, abitanti anch’essi degli anfratti rocciosi, che sono una delle sue prede preferite. Anche la murena aliena vive su fondali rocciosi e utilizza come tane cavità e spaccature nella roccia. E se alle latitudini tropicali abita, dunque, la barriera corallina, nel Mediterraneo è insediata nel coralligeno.
Corpo serpentiforme, privo di squame, le murene sono prive delle pinne pettorali e ventrali, ma le pinne dorsali e anale si prolungano per tutta la lunghezza del corpo, dalla testa alla coda. Sono dotate di una dentatura da predatore, con denti lunghi e appuntiti, che non lasciano scampo alla preda catturata senza muoversi dalla tana, con uno scatto fulmineo e implacabile