Aci Trezza, il paese dei “Malavoglia” la cui antica tradizione peschereccia è diventata patrimonio culturale nazionale da ben oltre un secolo, grazie all’opera di Giovanni Verga, è il cuore dell’Area Marina Protetta Isole dei Ciclopi, il cui nome fa esplicito riferimento alla presenza dei mitici giganti figli di Posidone e agli albori della cultura occidentale. Ai piedi del versante orientale dell’Etna, affacciata sul mar Ionio nel golfo di Aci Trezza, la fascia costiera nota come Riviera dei Ciclopi, nel territorio del Comune di Aci Castello nella Citta Metropolitana di Catania, è parte dell’Area Marina Protetta insieme all’arcipelago “Isole Ciclopi” che le sta di fronte. A formarlo sono una piccola isola a forma di ellisse, l’isola Lachea, tre faraglioni sommersi – il Faraglione Grande o di Santa Maria che raggiunge i quaranta metri, il Faraglione Medio e il Faraglione Piccolo o degli Uccelli – e, più esterni, quattro scogli che disegnano un arco. Tutte formazioni di origine vulcanica, riconducibili come la retrostante costiera alla genesi del maestoso Mongibello. Lembi di terra che per il loro valore naturalistico già nel 1998 erano stati tutelati dalla Riserva naturale integrata Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi istituita dalla Regione Siciliana, gestita dall’Università degli Studi di Catania Cutgana (Centro universitario per la tutela e la gestione degli ambienti naturali e degli agroecosistemi). Nel 2004 l’istituzione dell’Area Marina Protetta, che comprende il tratto di mare da Capo Mulini, al confine con Acireale, a Punta Aguzza, compreso l’intero arcipelago dei Ciclopi, ed è gestita congiuntamente dal Cutgana dell’università e dal Comune di Aci Castello. I fondali di Aci Castello (Isola Lachea e Ciclopi) sono una Zona Speciale di Conservazione.
GLI HABITAT
Sia nelle parti emerse che in quelle sommerse, l’intera Area Marina ha una connotazione geologica legata all’origine vulcanica. Oltre ai faraglioni che emergono dal mare, altri tre non meno imponenti, s’innalzano dal fondale, restando sommersi e ben visibili dalla superficie della distesa liquida. Altri innumerevoli pilastri di scura lava solidificata compongono l’ambiente sottomarino, formato prevalentemente da roccia vulcanica. E la frattura che segna l’isola Lachea, dividendola quasi in due parti, prosegue in mare, creando un profondo canyon, che accoglie una spettacolare varietà di forme di vita.
La grande diversità biologica, che vede presenti al largo di Aci Trezza sia la fauna marina dello Ionio che quella del Basso Tirreno, motiva la tutela particolare assicurata dall’Area Marina, chiamata a svolgere una funzione di ripopolamento. A cui dà un fondamentale contributo la presenza diffusa di estese praterie di Posidonia, che crescono sia sul fondale roccioso che sul sostrato sabbioso. La Posidonia offre alle più varie specie di creature marine le condizioni ideali per riprodursi e far crescere le loro nuove generazioni.
Il mare dell’Amp è popolato da spugne, stelle di mare tra cui la stella rossa (Echinaster sepositus); polpi, crostacei come il paguro e coloratissimi nudibranchi come la vacchetta di mare (Peltodoris atromaculata) e la flabellina; vari tipi di gorgonie con spettacolari rami della rossa Paramuricea clavata, corallo rosso e, sulle rocce poco illuminate in profondità o nelle cavità, la margherita di mare (Parazoanthus axinellae). Non mancano le meduse, tra cui la Cassiopea mediterranea (Cotylorhiza tuberculata) e la medusa luminosa (Pelagia noctiluca). E tanti pesci tra i quali murene, scorfani rossi, saraghi, serra, mormore, dentici.
Alla biodiversità degli habitat marini corrisponde quella dell’ambiente terrestre. Sull’isola di Lachea si segnalano diversi endemismi sia animali che vegetali. La flora comprende endemismi quali eliotropo e carlina raggio d’oro, oltre a specie alloctone come casuarina, acacia e ailanto, insieme a specie mediterranee come cappero, fico d’India, euforbia, valeriana, rossa, lauro, fico, asparago pungente, sparto, finocchino di mare, erba tortora, erba cristallina stretta, ombelico di Venere. Nel mondo animale, vi si trovano rare specie di geco e due ragni altrettanto interessanti: Zelotes messinai, che è un endemismo siciliano, e Urozelotes mysticus, presente solo a Lachea. Dove vive un altro endemismo, la lucertola Podarcis sicula ciclopica, scelta come simbolo dell’Amp.
Le isole dei Ciclopi sono un importante sito di nidificazione per ballerina gialla, passera sarda, zafferano, gabbiano reale, cormorano. E sono un sito di sosta sulle rotte migratorie, per cui sono frequentate da numerose specie di avifauna selvatica, tra cui gazza, verzellino, fanello, sterpazzolina, tottavilla, piropiro piccolo, occhiocotto e, tra i rapaci, falco di palude e falco pellegrino.
ZONAZIONE
La Zona A di riserva integrale comprende il tratto di mare intorno all’isola Lachea e al Faraglione Grande. Vi sono consentite le attività di soccorso, di sorveglianza e di servizio; le attività di ricerca scientifica autorizzate dall’ente gestore; la balneazione, esclusivamente nel tratto di mare, lungo il versante ovest dell’Isola Lachea, che si estende dalla via di accesso all’isola fino al canale della Longa, con estensione di 30 metri dalla scogliera, e nel tratto di mare che circonda Punta Cornera, che si estende dall’estremo nord dell’Isola Lachea fino alla prima insenatura del versante est, sempre con una estensione di 30 metri dalla scogliera; l’accesso ai natanti a remi solo per raggiungere i luoghi di balneazione.
La Zona B di riserva generale circonda la zona A. Vi è permesso tutto ciò che è possibile fare nella zona A, con l’aggiunta della balneazione ovunque; della navigazione a remi e a vela; della navigazione a motore a velocità non superiore ai cinque nodi, escluse moto d’acqua e aquascooter; della navigazione per imbarcazioni utilizzate per visite guidate autorizzate dall’ente, ma a velocità non superiore ai cinque nodi; dell’ormeggio negli appositi campi boe; della piccola pesca artigianale autorizzata dal gestore e riservata a imprese di pesca dei Comuni dell’Area; del pescaturismo autorizzato dall’ente e svolto da imprese della pesca del territorio; della pesca sportiva con lenze e canna autorizzata e riservata ai residenti; delle visite guidate subacquee autorizzate individuali o organizzate da diving locali. Ė vietato ovunque l’ancoraggio.
La Zona C di riserva parziale ingloba l’ampio tratto di mare restante, compreso il porto di Aci Trezza. Vi sono consentite la navigazione a motore non superiore ai dieci nodi; la navigazione per trasporto di persone e visite guidate a velocità non superiore ai dieci nodi; l’ancoraggio escluso il molo del porto di Aci Castello e i faraglioni piccoli; la pesca sportiva con lenze e canna da parte dei non residenti, ma sempre autorizzata.
IL CENTRO VISITE
Nell’abitato di Aci Trezza è aperto il Centro visite dell’Amp, punto di riferimento per tutte le informazioni legate al funzionamento, alle regole e alle possibilità di fruizione dell’oasi marina. Nell’edificio si trovano un’aula didattica, un laboratorio multimediale, una sala conferenze e una biblioteca di 600 volumi e supporti multimediali dedicati al mare e ai vari temi che lo riguardano.