CARTINE MARE.IT meloria

Davanti alla costa livornese, tre miglia al largo, si estendono per ben 40 chilometri quadrati le Secche della Meloria che, nella storia, sono state teatro di naufragi e della famosa battaglia navale del 1284 tra le Repubbliche marinare di Pisa e di Genova, oltre a essere, per le loro particolarità geologiche e ambientali, un prezioso scrigno di biodiversità marina. Riconosciuto per questo come Zona Speciale di Conservazione, ritenuta meritevole di ulteriore, speciale tutela nel 2009 attraverso l’istituzione dell’Area Marina Protetta, a cui ha fatto seguito nel 2011 anche l’inserimento tra i Siti di Interesse Comunitario. Gestita dal Parco regionale Migliarino, San Rossore e Massacciuccoli, l’area protetta si distingue per la presenza di due imponenti strutture di segnalazione, costruite in epoche diverse sugli scogli, tanto che sembrano sorgere direttamente dal mare a breve distanza l’una dall’altra: l’antica Torre medievale e il Faro novecentesco della Meloria.

GLI HABITAT

Un ampio bassofondo, in parte affiorante dalla superficie del mare, che nella multiformità e complessità della sua struttura geologica custodisce habitat differenti, tutti “strategici” per la varietà e l’importanza delle tante specie animali e vegetali che li popolano. Le Secche della Meloria presentano lussureggianti praterie di Posidonia, che crescono sia su sostrato roccioso che sabbioso. E la pianta marina svolge appieno la sua preziosa funzione favorevole alla vita e al benessere di tante specie diverse, tra cui Pinna nobilis e cavalluccio marino, così come l’altra fanerogama mediterranea, pure rappresentata nell’Amp, la Caulerpa racemosa. Le zone rocciose dove cresce anche la Posidonia si caratterizzano per la presenza di anfratti e scarpate, tutti ricchi di varie forme di vita come le radure sabbiose che si aprono in vari punti delle secche. A maggiore profondità inizia a prevalere il coralligeno, annunciato dalla magnifica gorgonia bianca (Eucinella singularis), con le specie animali artefici della sua continua costruzione e le altre che vi sono associate. Ma l’Amp presenta anche un’altra particolarità che ne fa una realtà unica in tutto il bacino mediterraneo: i cosiddetti “catini”.

Si tratta di depressioni di origine carsica dalla tipica forma circolare o semicircolare, che si aprono nella secca e che si sono formate in epoche antichissime. Non ce n’è una identica all’altra. Ogni “catino” si differenzia per le caratteristiche delle pareti più o meno ripide che lo delimitano, per la profondità e per il tipo di detriti depositati sul fondo, configurandosi così come un vero e proprio microhabitat. Elemento comune tra i “catini” è il sostrato roccioso, dove spesso cresce la Posidonia. Nelle parti più luminose crescono alghe fotofile come la pavonia (Padina pavonica), l’ombrellino di mare (Acetabularia acetabulum), la palla verde (Codium bursa), nei punti più in ombra proliferano alghe sciafile come l’alga rossa rosa di mare (Peyssonnelia squamaria) e specie animali emisciafile e sciafile, tra le quali la margherita di mare (Parazoanthus axinellae).

I diversi habitat delle Secche pullulano di animali marini, delle specie più varie, comprese numerose rare. Ci sono policheti come Heunice torquata; briozoi e tunicati; i coloratissimi nudibranchi quali la flabellina rosa (Flabellina affinis) e altri molluschi come l’orecchio di San Pietro (Haliotis tuberculata) e i polpi che popolono gli anfratti; varie specie di granchi come l’eremita (Dardanus arrosor) e il paguro Bernardo (Dardanus calidus); stelle marine tra cui la stella spinosa grande (Astropecten aranciacus); meduse come la Pelagia noctiluca e attinie; gorgonie a cominciare dalla rossa Paramuricea clavata e coralli, compreso il rosso.

Tra le specie di pesci si incontrano: sogliola, bertella arancione, tordo pavone, tordo ocellato, murena, cernia bruna, scorfano, salpa, sarago, mormora, dentice, pesce ago, pesce rondine (Dactylopterus volitans) e il raro capone ubriaco (Chelidonichthys lastoviza)

Ph:AmpSecchedellaMeloria

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