Ė una creatura marina dalla fisiologia complessa e dotata di una intelligenza che spicca tra gli invertebrati. Capace di una lunga memoria, che le consente di fare tesoro delle esperienze già vissute
e in grado di valutare l’opportunità delle scelte riguardanti l’approvvigionamento quotidiano di cibo. Doti che si accompagnano a una capacità mimetica estremamente raffinata ed efficace nei confronti degli altri abitanti del mare, ma che non la preserva dal suo principale e più temibile predatore: l’uomo. La Sepia officinalis, ovvero la seppia comune del Mediterraneo, fa parte dell’ampia famiglia, Sepidae, che comprende varie specie del mollusco diffuse in tutti i mari e gli oceani nelle fasce temperate e tropicali. Con la particolare eccezione dei versanti americani sia dell’Oceano Pacifico che dell’Atlantico. La specie mediterranea è presente anche lungo le coste europee atlantiche e nel Mare del Nord.

Le seppie vivono prevalentemente sui fondali al largo, sia fangosi che sabbiosi, anche tra le fanerogame e a profondità superiori ai cento metri, ma, avendo ottime capacità natatorie, si muovono all’occorrenza in tutta la colonna d’acqua. A primavera comincia l’avvicinamento di massa alle coste, perché è lì che avviene la riproduzione che segna l’ultimo atto della loro vita. La specie mediterranea, infatti, vive solo tra i 18 e i 30 mesi, mentre raggiunge la maturità sessuale tra i 14 e i 18 e dopo si riproduce una sola volta. Sia i maschi che le femmine muoiono dopo aver assicurato una nuova generazione, i primi fecondando le uova che le seconde deporranno in caratteristici grappoli neri, detti pigne di mare, sfruttando i più vari tipi di supporto, comprese le piante marine. Le uova impiegano alcune settimane per schiudersi. Ne escono dei piccoli esemplari già completamente formati e in grado di cacciare. Le seppioline, oltre a nutrire tanti animali marini, sono predate anche dagli adulti della propria specie..cannibale.
La seppia presenta un corpo tozzo, di forma ovale, che può raggiungere nel maschio i 50 centimetri e nelle femmine i 29, per un peso massimo fino a 12 chili. Il corpo è circondato dalle pinne e, come tutti gli altri decapodi, è munito di dieci tentacoli muniti di ventose di cui otto attaccati alla bocca e due più lunghi e retrattili usati per la cattura delle prede. Queste vengono aggredite con movimenti fulminei, intrappolate grazie alle specifiche ventose concentrate sulle estremità dei tentacoli lunghi, avvelenate e comodamente consumate grazie al becco corneo posto proprio tra i due tentacoli. Animale carnivoro, la seppia si nutre di piccoli pesci, crostacei e altri molluschi, compresi i giovani della sua stessa specie, in particolare quando si verifica un sovrappopolamento nel suo territorio o scarseggiano altre fonti di cibo.
La bocca e il becco sono collocati nella testa del mollusco, dove si trovano anche i due occhi sporgenti coperti da una pellicola trasparente e con la pupilla a forma di w. La testa racchiude la capsula cartilaginea che protegge il grande cervello dell’animale. La seppia mediterranea, tra tutti gli invertebrati presenta il rapporto maggiore tra la dimensione del cervello e quella del corpo. Il cervello è dotato di 170 milioni di neuroni e trenta aree funzionali specializzate, che spiegano l’intelligenza dell’animale. Tra le funzioni del cervello c’è di governare un sistema nervoso tra i più sofisticati, da cui dipende, fondamentale per la sopravvivenza del mollusco, anche il controllo degli innumerevoli cromatofori, le cellule della pelle che gli permettono di essere un campione di mimetismo in qualunque ambiente si trovi. I cromatofori non servono solo al mimetismo, che viene utilizzato sia per la difesa che per l’intimidazione dei nemici e la predazione, ma anche per comunicare con altre seppie. Ogni cromatoforo ha diverse pigmentazioni che gli consentono di cambiare colore a seconda degli stimoli chimici esterni. In base ad essi, l’animale è in grado di modificare la colorazione base del mantello e di crearne di specifiche in alcuni situazioni, come per esempio il mantello a strisce bianche e nero esibito dai maschi durante il corteggiamento o le macchie bianche con cui le femmine comunicano tra loro.
Nel corpo sono contenuti tutti gli atri organi tra cui i tre cuori: uno che pompa il sangue ossigenato verso gli altri organi e due che pompano il sangue attraverso le branchie per ossigenarlo. Il sangue contiene emocianina, dunque è blu. La cavità che contiene i vari organi è collegata al sifone per respirare e per la locomozione che condente all’animale di sfuggire velocemente ai pericoli. Nel mantello è presente la conchiglia nota come osso di seppia (sepion o sepiostario), formata prevalentemente da carbonato di calcio che, riempita di gas e liquido, permette il galleggiamento e a fissare a quale profondità nuotare.
Sotto l’osso, protetta da una sacca tra le interiora, si trova anche la ghiandola del nero, che produce l’inchiostro trasferito all’occorrenza alla tasca del nero, posta tra le branchie, da cui si sprigiona la nuvola che avvolge protettiva la seppia in caso di pericolo.
Nonostante le sue capacità straordinarie, la seppia è cibo per i grandi predatori del mare, per i grossi polpi, per i cetacei e gli uccelli marini. Ma il suo nemico più temibile è l’uomo, sia per la pesca intensiva in ogni mare e oceano sia per il rilascio nell’ambiente di inquinanti, prime fra tutte le microplastiche. E, infatti, si tratta di una specie considerata vulnerabile.

