CARTINE MARE.IT Pelagie

L’Arcipelago è il territorio più meridionale dell’Italia, nel cuore del Mediterraneo centrale in cui convivono le specie del bacino occidentale, influenzato dalle correnti atlantiche, e quelle del bacino orientale più caldo. Ė formato da tre isole. Lampedusa, la più grande con i suoi venti chilometri quadrati, si caratterizza, lungo la fascia costiera, per la presenza di numerose cale e calette e della piccola Isola dei Conigli, un vero paradiso naturale. Sia l’isola di Lampedusa, che ha una conformazione calcarenitica, sia la più piccola delle tre, Lampione, completamente disabitata, appartengono dal punto di vista geologico al continente africano, mentre la vulcanica Linosa, a trenta miglia da Lampedusa, ed equidistante dalla Sicilia e dalla Tunisia (160 chilometri), è sulla piattaforma europea. La varietà geomorfologica delle isole trova riscontro anche nella varietà degli ambienti marini e delle specie, vegetali e animali, che vi vivono. Per la loro tutela, con particolare riguardo per le tartarughe e i mammiferi marini, è stata istituita nel 2002 l’Area Marina Protetta Isole Pelagie, che è gestita dal Comune di Lampedusa e Linosa. Le isole di Lampedusa e Lampione, inoltre, sono protette da una Riserva naturale orientata, soprattutto per l’importanza della flora. L’Amp comprende anche la Zona Speciale di Conservazione ZSC “Fondali delle Isole Pelagie”.

GLI HABITAT

Il mare dell’arcipelago rappresenta una sintesi di tutti i principali ambienti del Mediterraneo con i loro caratteristici abitanti.
Le spiagge di Lampedusa, prima fra tutte quella dei Conigli davanti all’isola omonima, e la spiaggia della Pozzolana di Ponente a Linosa possono vantare la più lunga frequentazione da parte delle tartarughe Caretta caretta per la deposizione delle uova. Gli animali tornano ogni anno con regolarità e, dunque, è riservata particolare attenzione alla tutela dei nidi.
Sul versante meridionale di Lampedusa e nelle zone di marea è presente il trottoir a vermeti con fasce di alga bruna Cystoseira amentacea e formazioni dure figlie dell’alga calcarea Lithophyllum papillosum.
Lungo le coste delle isole, oltre alle calette con relative lingue di sabbia, si aprono numerose grotte, in parte sommerse, dove le creature marine trovano condizioni ideali di sopravvivenza. L’Astroides calcularis si fa notare con il suo arancione sgargiante sulle pareti di roccia, già a una profondità minima.
In tutto il mare dell’arcipelago sono presenti floride praterie di Posidonia oceanica con il loro fondamentale corredo di biodiversità Linosa ha coste alte di scure rocce vulcaniche, che lasciano spazio a deliziose calette lungo il perimetro dell’isola. Una conformazione che si prolunga sott’acqua con pareti ripide e scoscese, in cui si aprono anfratti e cavità. Tra Punta Beppe Tuccio e Calcarella c’è anche una piccola secca rocciosa, Secchitella, che s’innalza fino a pochi metri dalla superficie, per poi digradare lentamente, prima di precipitare fino a cinquanta metri. Ė il regno di castagnole rosse (Anthias anthias) e bruno (Chromis chromis)
Visibililità sott’acqua fino a trenta metri ideale immersioni e snorkeling. Anche lungo i fianchi dell’isola di Lampione le pareti di roccia costiere scendono fino a sessanta metri di profondità, accogliendo sulla loro superficie le più diverse specie. Dove le profondità aumentano, prevale il coralligeno, con alghe di diverso colore prevalente a seconda del livello e le popolazioni di gorgonie, coralli, molluschi, spugne e stelle marine. E tanti pesci, con i grossi pelagici, tra i quali tonni e pescispada. Ma anche squali di varia taglia: il mako, il topo, la verdesca e lo squalo grigio.
Frequenti sono gli incontri con i cetacei, compreso il rarissimo delfino comune (Delphinus delphis).
Per la sua posizione, il mare dell’arcipelago è anche un avamposto nell’avvistamento delle specie aliene, man mano che si diffondono da una parte all’altra del bacino mediterraneo. Una condizione favorevole per gli studi che approfondiscono i temi dell’ingresso di alieni e, in particolare, la correlazione di questo fenomeno con il cambiamento climatico e le relazioni che si stabiliscono tra i nuovi arrivati e le specie endemiche.

Ph:www.ampisolepelagie.it

Itinerary

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Giuseppe Di Malta - direzione@ampisolepelagie.it