Un promontorio proteso nel mare a separare i golfi di Mondello e Sferracavallo, nel territorio di Palermo, Capo Gallo ha svolto nei secoli, per la sua posizione geografica a occidente della città, un ruolo storico fondamentale per la sua difesa, oltre ad aver ospitato fin dalle epoche più remote vari insediamenti umani di cui restano tracce nelle sue grotte. Oltre alla storia, una natura generosa ha dotato Capo Gallo di una vegetazione tanto ricca di biodiversità che dal 2001 è tutelata dalla Riserva naturale orientata della Regione Siciliana. Un’altra Riserva naturale orientata era stata istituita dalla Regione nel 1997 anche a Isola delle Femmine, per la salvaguardia del suo patrimonio vegetale e dell’avifauna che la frequenta. I fondali sia di Capo Gallo che di Isola delle Femmine sono Sito di Interesse Comunitario.
Il mare di Capo Gallo fino al promontorio di Isola delle Femmine, compreso l’omonimo isolotto di fronte, rientra nell’Area Marina Naturale Protetta istituita nel 2002 e affidata in gestione provvisoria alla Capitaneria di Porto di Palermo.
GLI HABITAT
Davanti alla costa, nella zona di marea, si sviluppa un trottoir a vermeti, una mensola naturale che emerge con la bassa marea ed è formata dai molluschi Dendropoma petraeum, specie protetta, che condivide la struttura di cui è costruttrice con altre specie di flora e fauna, e infatti sul limite esterno sono insediate le alghe brune di Cystoseira stricta e Cystoseira amentacea. Superata la zona di marea, si entra nel piano infralitorale che si estende fin dove si trovano gli organismi fotofili. La falesia di Capo Grosso, esposta a nord, proietta un’ombra su una costa molto battuta dal mare. Sia alla scarsità di luce che al contatto diretto con il mare si sono adattate le alghe rosse del Litophillum lichenoides, altra specie costruttrice, che forma in questo caso una cornice a ridosso del trottoir. La presenza dell’alga rossa e del vermetide è indicativa della salubrità del mare e dell’ambiente che gli corrisponde.
Sottocosta, vivono saraghi, scorfani e labridi, cernie, corvine e murene negli anfratti dei fondali rocciosi, e sono di passo dentici e barracuda mediterranei (Sphyraena sphyraena, che i siciliani identificano come aluzzi.
Altro habitat rappresentativo dell’area è quello di cui è protagonista la Posidonia, con estese praterie in buono stato che si trovano ovunque, ma in particolare nei fondali a ponente di Capo Gallo, dove cresce sulla roccia. Il coralligeno prevale a maggiori profondità con aragoste, gorgonie di varie specie, corallo rosso, falso corallo nero (Savaglia savalia), la stella serpente (Ophidiaster ophidianus), il riccio diadema (Centrostephanus longispinus). L’altro habitat dell’Amp è quello di grotta, che si incontra nelle piccole grotte e anfratti di Capo Gallo. Lì sono le alghe rosse, poi verso le cavità più buie le specie vegetali si riducono, man mano che diventa prevalente la fauna, con briozoi (Myriapoda truncata), coloratissimi Antozoi Astroides, tunicati e spugne depigmentate. La fauna pelagica è rappresentata da organismi planctonici come le meduse Cassiopea mediterranea, nota come medusa uovo fritto (Cotyloriza tubercolata) e il polmone di mare (Rhizostoma pulmo), senza trascurare acciughe, ricciole, tonni, aguglie (Belone belone), Caretta caretta e cetacei come stenelle e tursiopi al largo della costa.
Le specie animali protette dall’Amp sono delfino comune, tursiope, aragosta, granceola, corvina, ombrina, pesce ago, cavalluccio marino, cicala grande, cicala minore, pinna nobile, dattero di mare, riccio di mare, corallo rosso, caretta, mentre tra le vegetali Cystoseira, Posidonia, Cymodocea e Laminaria.
ZONAZIONE
Nelle due Zone A, una a occidente di Capo Gallo e l’altra nel settore nord-occidentale e nord-orientale di Isola delle Femmine, sono consentiti accesso e sosta solo alle imbarcazioni impegnate nella sorveglianza, di soccorso e di appoggio alla ricerca scientifica.
Nelle tre Zone B, collocate intorno alle due A e la terza tra Punta Catena e Punta Matese, si può fare quanto è concesso nelle A con autorizzazione dell’ente gestore e inoltre: la balneazione; la navigazione a motore per raggiungere i luoghi di ormeggio a velocità non superiore ai cinque nodi; la navigazione a vela e a remi; l’ormeggio nei campi boe attrezzati; la pesca professionale da parte dei pescatori residenti; la pesca sportiva con lenza e canna senza mulinello da fermo riservata ai residenti; le visite guidate subacquee disciplinate e contingentate dal gestore con i centri di immersione autorizzati; le immersioni subacquee autorizzate; la navigazione a motore per il trasporto collettivo e di supporto alle visite guidate, ma a velocità non superiore ai cinque nodi; il pescaturismo autorizzato svolto da pescatori residenti; il prelievo di organismi e materiali a scopo scientifico e con autorizzazione.
Nella zona C, che corrisponde all’ampio tratto di mare escluso dalle altre zone, sono consentiti la balneazione; le visite guidate subacquee disciplinate dal gestore; le immersioni subacquee autorizzate e disciplinate; la navigazione a vela e a remi; la navigazione a motore a velocità non superiore ai dieci noti; l’ancoraggio disciplinato in aree apposite; l’ormeggio in zone attrezzate; la pesca professionale, con attrezzi tradizionali, da parte dei residenti; il pescaturismo praticato dai residenti; la pesca sportiva con lenza e canna senza mulinello da fermo, riservata ai residenti e ai non residenti, purchè autorizzati; il prelievo dal mare di organismi e materiali a scopo scientifico, purché autorizzato.