CARTINE MARE.IT capo caccia

Sulla costa nord-occidentale della Sardegna, Capo Caccia s’innalza imponente con le sue chiare rocce calcaree all’estremità del promontorio che porta il suo nome e delimita a occidente il golfo di Porto Conte, dove si apre uno dei porti naturali più grandi del Mediterraneo. Nel territorio di Alghero, la penisola e la piccola isola davanti al suo versante occidentale affondano in un tratto del Mare di Sardegna riconosciuto meritevole di particolare tutela nel 2002, con l’istituzione dell’Area Marina Protetta Capo Caccia-Isola Piana, estesa fino a inglobare l’intero golfo compresa Punta Giglio fino a Capo Galera. A rafforzarne la salvaguardia, quel territorio è anche un’Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea (ASPIM), inserita nella lista del Centro di Attività Regionale per le Aree Specialmente Protette dell’UN Environment Programme (UNEP) e vi ricade la Zona Speciale di Conservazione Capo Caccia e Punta del Giglio con le isole Piana e Foradada. Il nome di quest’ultima è legato alla presenza della Grotta dei Palombi, che l’attraversa da parte a parte. Alla difesa dell’ecosistema marino, affidata in gestione all’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, si accompagna a terra il Parco Naturale Regionale di Porto Conte, preesistente dal 1999. 

GLI HABITAT

Alte falesie rocciose calcaree alternate a tratti di costa bassa e sabbiosa, come la grande spiaggia di Mugoni, lunga ben quattro chilometri, e numerose grotte a contatto con il mare, alcune emerse come la famosa Grotta di Nettuno, altre sommerse, custodi di particolari forme di vita: questo è lo scenario naturale dell’Amp, che nelle profondità marine è caratterizzata sia da fondali sabbiosi che rocciosi, oltre a tratti di marciapiedi a vermeti nella zona di mare, con la presenza dell’alga calcarea Lithophyllum byssoides.

I fondali sabbiosi sono il regno della Posidonia, che cresce florida in quasi tutta la baia di Porto Conte, dove accoglie, tra le tante specie animali, vari tipi di ricci e la nacchera (Pinna nobilis), oltre che lungo la costa da Punta Giglio a Capo Galera; tra il promontorio e l’isola Foradada e anche tra l’Isola Piana e il promontorio di Capo Caccia, dalla Cala Barca a Cala Puntetta, che segna il limite dell’Amp a occidente.

Sui fondali rocciosi la dominatrice è l’alga bruna Cystoseira, ma vi si trovano anche l’altra alga bruna coda di pavone (Padina pavonica) e l’alga verde Dasycladus clavaeformis. 

Davanti all’isola Isola Piana, in un tratto di mare al largo è segnalato il coralligeno con le sue tipiche specie animali e vegetali. Dai 15 metri iniziano gli insediamenti di gorgonie bianche e gialle del genere Eunicella, che si associano a maggiori profondità alla gorgonia rossa (Paramuricea clavata), come a est del promontorio di Capo Caccia. 

Invece, nelle grotte prevale il precoralligeno con il fico d’India di mare (Halimeda tuna), nelle zone ombrose gli esacoralli margherita di mare (Parazoanthus axinellae) e madrepora gialla (Leptopsammia pruvoti). Nella spettacolare Grotta verde si trova l’unico sito con la madrepora cuscino Cladocora cespitosa. Sempre nelle grotte proliferano le spugne calcaree del genere Clathrinae nella magnifica Grotta di Nereo, meta di immersioni, si possono ammirare colonie di corallo rosso, peraltro piuttosto diffuso nell’Amp. La Grotta dei Cervi a Punta Glglio, inoltre, è nota per un rarissimo giacimento di cervo fossile Megacerhus cazioti.

Nel mare dell’Area Marina vivono le più diverse specie di crostacei: aragosta (Palinurus elephas), astice (Homarus gammarus), cicala di mare, granchio facchino (Dromia personata), gambero meccanico (Stenopus spinosus), galatea strigosa (Galatheoidea) e, molto diffuso, il gamberetto rosso parapandalo. Tra le specie da proteggere ci sono anche le patelle come la ferruginea. Tanti i pesci: la cernia bruna (Epinephelus marginatus) e la bianca (Epinephelus aeneus), di cui è vietata ovunque la pesca; le più diverse specie di Labridi come i tordi e di Sparidi come i saraghi. E ancora: re di triglie (Apogon imberbis), bavosa bianca (Parablennius rouxi), mennola (Spiacara maena), donzella (Coris julis), donzella pavonina (Thalassoma pavo), ghiozzo listato (Gobius vittatus), branzino (Dicentrarchus labrax), triglia di scoglio (Mullus sumuletus), tanuta (Spondyliosoma cantharus), peperoncino (Tripterygion tripteronotus) e peperoncino giallo (Tripterygion delaisi), salpa (Sarpa salpa) e, negli anfratti rocciosi grongo e murena, oltre ai polpi, anch’essi animale protetto. 

Non mancano i grandi mammiferi marini come stenella e balenottera comune, oltre a una popolazione stabile di tursiope. Il mare dell’Amp è frequentato anche da tartarughe marine Caretta caretta e da diversi squali, tutti rigorosamente protetti.  

Tra le alte falesie e le scogliere nidificano varie specie di uccelli marini, anche rari: gabbiano corso, berta maggiore, berta minore, marangone dal ciuffo a Cala della Barca, uccello delle tempeste, dichiarato a rischio di estinzione e quindi oggetto di attività di ricerca e monitoraggio, e marangone dal ciuffo a Cala della Barca.  Non è raro ammirare il volo del falco pellegrino.

Itinerary

Mariano Mariani - direzione@parcodiportoconte.it