CARTINE MARE.IT Tor Paterno

Ė tutta nel mare. L’unica nel Mediterraneo a non comprendere alcun tratto di costa. Ė l’Area Marina Protetta della Secche di Tor Paterno, a poca distanza da Roma, davanti alle dune di Castelporziano tra Ostia e Torvaianica, non troppo distante dalla foce del Tevere. Un’oasi di grandissima biodiversità sottomarina, comprendente un Sito di Interesse comunitario (SIC) e una Zona Speciale di Conservazione (ZSC), tanto da essere stata oggetto di particolare tutela fin dagli anni ’80 del secolo scorso, prima ancora dell’istituzione dell’Amp, avvenuta il 29 novembre 2000. L’unica AMP del Lazio è gestita da RomaNatura, l’ente a cui sono affidati tutti i parchi della città e dell’area metropolitana di Roma. 

In quel tratto di mare laziale delle formazioni rocciose sottomarine coperte da Posidonia s’innalzano dal fondo marino che, tutt’intorno, per chilometri e chilometri, è fatto solo di sabbia e di fango. Una di esse è più vicina alla costa, altre due più discoste, a una distanza tra le 4 e le 7 miglia, e un’altra più lontana, che poi è anche la più profonda. Dell’Area Marina Protetta, con un’estensione di 1387 ettari, fanno parte solo le cosiddette Secche di Mezzo, la cui parte più alta si trova a 18 metri dalla superficie del mare, mentre è di circa 60 metri la loro profondità massima.

GLI HABITAT

Alle diverse profondità corrispondono i differenti habitat che contribuiscono alla grande varietà di specie vegetali e animali caratteristica del sito. Sopra la distesa rocciosa, fino a 25 metri di profondità, cresce rigogliosa l’unica prateria di Posidonia presente in un ampio tratto di mare. Ambiente ideale per l’alimentazione, la riproduzione e la crescita di numerose specie ittiche.  Più in basso è il regno del coralligeno con gorgonie rosse, rarissimi alcionari, corallo nero (Savalia savaglia), anemoni, colonie di briozoi, ascidie, madreporari. Nelle cavità trovano rifugio polpi, murene, gronchi. Le secche sono popolate da ombrine, dentici, triglie, rane pescatrici, spigole, corvine, cefali, aquile di mare, scorfani e cernie. Non mancano delfini tursiopi ed esemplari del raro pesce luna. Sono presenti nell’Area anche l’ippocampo, che ne è diventato il simbolo, e la Pinna nobilis.

Il tratto di mare corrispondente alle secche è frequentato da gabbiani, sule, berte, beccapesci e anche da rarissimi labbi.

Itinerary

Emiliano Manari - emanari@regione.lazio.it