CARTINE MARE.IT S.M Castellabate

 
Fu il mare, pietoso, ad accompagnare le sue candide membra ormai senza vita, deponendole su un lembo di terra emersa davanti al capo Enipeo, estrema propaggine meridionale del golfo di Poseidonia. Così la sirena Leucosiadopo l’incontro fatale con Ulisse, legò indissolubilmente il suo nome all’isola e al verde promontorio di Licosa, regno silenzioso degli arbusti profumati della macchia. Lì dove, secondo Aristotele, sarebbe sorto un tempio dedicato a Leucotea, la dea che scorre sulla bianca schiuma del mare. Omero per primo li cantò, quei luoghi del mito, prediletti dai ricchi romani che vi costruirono raffinate ville marittime. Di una, dotata di una grande vasca per l’allevamento delle murene, il mare ha custodito nel tempo resti importanti. Tra i principali attrattori, oggi, dell’Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate, autentica meraviglia del Cilento blu.

Interamente compresa, con i suoi 7.095 ettari, nel Parco del Cilento Vallo di Diano e Alburni, da cui è gestita, e nel territorio del comune di Castellabate, l’Area Marina Protetta si estende in un braccio di mare tra la Punta di Ogliastro e la Baia del Saùco e, a terra, ingloba due ettari di costa incontaminata, popolata da ulivi e fichi.

Il “Parco marino Santa Maria di Castellabate” è sia Sito di Interesse Comunitario (SIC) che Zona di Protezione Speciale (ZPS). Un altro Sito di Interesse Comunitario è l’”Isola di Licosa”.4e ogliastro DSC00174

GLI HABITAT

Il mare dell’area protetta si caratterizza per la presenza di alcuni degli habitat più interessanti e significativi del Mediterraneo, con una grande varietà di specie sia vegetali che animali. E la particolarità, unica, della presenza del Flysch del Cilento, che connota i tratti costieri e i fondali fino a cinque miglia. Lo si trova al largo di Licosa e di Ogliastro Marina. Le rocce sedimentarie, dagli strati alternati e di diverso colore di arenaria e di argilla, con grotte e cavità in parte o completamente sommerse, rappresentano un substrato favorevole all’insediamento, a terra, delle specie tipiche della macchia mediterranea e, a mare, della Posidonia.

Vaste praterie della fanerogama tipica del Mediterraneo si estendono nella zona del promontorio e dell’isola di Licosa, davanti alle spiagge del Pozzillo, dell’Ogliastro e del Lago. Tra il lungo e fitto fogliame trovano rifugio e allevano le nuove generazioni molte specie di animali marini: tra cui cernia, sarago, murena e aragosta e il tropicale pesce pappagalloma anche madreporegorgoniespugne e briozoi. E la Siriella Castellabatensis, un crostaceo scoperto dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, che molto ha contribuito con i suoi studi alla nascita dell’Amp. Sempre in quell’area, Baia Arena di Ogliastro Marina è stata spesso teatro negli anni recenti della rara deposizione di uova della testuggine Caretta caretta. Altra tipicità del tratto di mare tra Ogliastro Marina e Punta Licosa è la triglia di scoglio nota come Rossa di Licosa, che cresce solo lì.

Oltre i 20 metri di profondità, si incontrano i fondali formati da coralligeno, opera soprattutto di alghe rosse e verdi,dove vivono spugne, madrepore, gorgonie, briozoi, bivalvi, e anellidi e numerosi pesci.

Fondali così vari e ricchi di vita sono ideali per le immersioni anche a bassa profondità. A nord, davanti a Capo Pagliarolo, si trovano due aree molto apprezzate e frequentate, dove le rocce e le cavità subacquee ospitano numerose specie. A sud, la Secca della Bellaa bassa profondità, è adatta a praticare lo snorkeling, mentre più al largo e più in profondità, la Caduta della Bella propone fondali di rara bellezza.

Itinerary

0974/719911 - parco@cilentoediano.it