Un’area protetta per custodire i preziosi ambienti naturali, costieri e marini, intorno a una torre spagnola di difesa del XVI secolo, il cui nome deriva dal torrente, il Cerrano, che proprio lì sfocia in mare.
Istituita il 7 aprile del 2010, l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, tra i Comuni di Pineto e Silvi, in provincia di Teramo, ingloba nei suoi 37 chilometri quadrati un tratto di costa sabbiosa caratterizzata da spettacolari dune, che si estende tra una florida pineta e un tratto di mare dall’elevata biodiversità, tutelato fino alle tre miglia, dove non è prevista alcuna zona A.
GLI HABITAT
ZONAZIONE
A TUTELA DELLE DUNE
IL PROGETTO “SALVAFRATINO”
IL MUSEO
Prevalenti nella parte sommersa dell’AMP, sono i fondali sabbiosi, dove si distinguono dei grandi banchi delle piccole vongole tipiche dell’Adriatico (Chamelea gallina) e dove non mancano scogliere subacquee. Vi vivono numerose specie bentoniche come spigole, sogliole, saraghi, gallinelle, triglie di scoglio e di fango e pannocchie. E anche un raro gasteropode, la Trivia Multilirata nota anche come Trivia adriatica, dalla piccola conchiglia lilla, che è uno dei simboli dell’AMP.
Altro habitat tutelato dall’Area Marina è quello delle dune presenti sul litorale sabbioso compreso all’interno del suo perimetro a terra. Di particolare pregio, anche per la varietà delle specie, è la vegetazione che cresce sul sostrato sabbioso molto salino (psammofila): ravastrello marittimo (Cakile maritima), la Salsola erba cali (Salsola kali) sulla battigia e, più arretrate, la gramigna delle spiagge (Elytrigia juncea), vilucchio marittimo (Calystegia soldanella), erba medica marina (Medicago maritima), ononide screziata (Ononis variegata), Silene colorata (Eryngium maritimum), Echinofora spinosa, Euphorbia terracina e il giglio di mare (Pancratium maritimum). Particolarmente raro, tanto da essere un altro simbolo dell’AMP, è lo zafferanetto delle spiagge (Romulea rolii), dal piccolo fiore a stella bianco simile ai crochi, presente ormai nell’area adriatica solo in pochissime stazioni.
Terzo habitat soggetto alla speciale tutela dell’AMP è la pineta, alle spalle del litorale, dove sono presenti sia il pino domestico da pinoli (Pinus pinea) che il pino d’Aleppo (Pinus halepensis).
Ad appena due chilometri dal centro di Pineto, la torre circondata dalle dune è il fulcro dell’Area Marina. Davanti all’edificio storico si estende la zona B di riserva generale, un quadrato con un chilometro di lato che salvaguarda anche il sito archeologico corrispondente al porto commerciale dell’antica città romana di Hatria. Vi sono vietati l’ancoraggio e qualunque tipo di pesca; vi sono consentiti l’ormeggio autorizzato, le immersioni autorizzate con autorespiratore, l’ingresso di natanti da diporto a motore con caratteristiche ecocompatibili. Nella zona C di riserva speciale, la più ampia con i suoi 14 chilometri quadrati, che corrisponde alla fascia di mare fino ai due chilometri dalla linea di costa, sono consentite tutte le attività permesse nella B e, inoltre, l’ancoraggio in aree definite e la piccola pesca artigianale dei residenti di Pineto e Silvi. Ciò che è possibile anche nella zona D di 22 chilometri quadrati, dalla caratteristica forma a trapezio, esterna alla C, che raggiunge il limite delle tre miglia dalla costa. Vi sono consentite liberamente le immersioni con autorespiratore. Sono ovunque consentite le attività di balneazione, di ricerca scientifica se autorizzata, di seawatching organizzate dai centri autorizzati ed è sottoposto a prescrizioni il whalewatching. Sono vietate ovunque la pesca subacquea in apnea, la pesca sportiva, la pesca industriale e con attrezzi non sostenibili, l’acquacoltura e il ripopolamento attivo.
Per la preservazione di questo ambiente dal delicato equilibrio ecologico, è vietato il calpestio delle dune e anche l’accesso alle spiagge è solo pedonale e permesso attraverso appositi corridoi definiti dall’ente gestore; non sono consentiti l’alaggio di imbarcazioni, il campeggio e la sosta di roulotte e camper, la creazione di aree pic nic, l’inserimento di specie vegetali estranee all’ambiente dunale, il taglio o lo sradicamento delle piante che vi crescono.
La preservazione dell’ambiente dunale è fondamentale per garantire l’habitat del fratino (Charadrius alexandrinus), un uccello la cui popolazione è in costante regresso negli ultimi decenni per la perdita significativa delle dune e dei litorali sabbiosi soprattutto in Adriatico, ovvero le aree in cui nidifica. L’AMP Torre del Cerrano è diventata strategica per la tutela del piccolo uccello, a cui è dedicato lo specifico Programma di conservazione “Salvafratino”. Il regolamento stesso dell’Area Marina contiene prescrizioni apposite, affinché non si rechi disturbo alla nidificazione, prevedendo un esplicito divieto di avvicinarsi a meno di 25 metri dai nidi.
Dopo un completo e accurato restauro, la torre è attualmente sede dei servizi dell’ente e degli spazi a disposizione del pubblico che ospitano la Biblioteca e il Museo del Mare.