Vado in profondità.
Mi immergo tra un’ispirazione ed un’espirazione.
Nuoto tra pieno e vuoto, tra luce e ombra.
Il viaggio procede in un equilibrio silenzioso e ogni cosa trova senso nel suo opposto.
Quando tutto si fa scuro e buio, quando la pressione aumenta, istintivamente cerco un faro, l’intero:chiarezza.
L’abisso, il nulla e la precarietàmi riconducono a quella realtà costruita su un’armonia dinamica, in cui ogni elemento trova significato solo in relazione a ciò che gli è contrario.
Vacuità non è assenza, ma attesa. La temo e riempio i giorni di rumori, di parole e didesideri che scorrono come acqueagitate. Nel silenzio dell’abisso tutto si placa enasce uno spazio sacro. Qui il cuore ascolta ciò che non ha voce e l’anima si ricorda di essere più vasta delle sue paure. Vacuo è un grembo invisibile: spazioin cui germogliano verità profonde.
L’ombra orienta il mio cammino come una compagna discreta. Mi segue, si allunga al tramonto e si accorcia sotto il sole, ma non mi abbandona mai. Spesso la temo come temo il buio delle fragilità, delle ferite e della solitudine. Senza spettri né tenebre, tuttavia, la luce sarebbe accecante e muta, priva di forma e di profondità. L’oscuritàdisegna i contorni dell’ispirazione, ne rivela la carezza e la rende visibile agli occhi e all’anima.
Viaggio sott’acqua come in una notte lunga, dove ogni certezza sembra spegnersi come una stella lontana. Minuti in cui il cuore può credere di essere smarrito. Ma proprio nel buio più abissale nasce un chiarore diverso, più tenue e più vero, che non ferisce lo sguardo ma lo guida. È la percezione che si accende dentro, come una fiamma custodita dal vento del silenzio.
Sono vuota e ricolma. Non accumulo, non posseggo di possesso, ma di presenza. Mi sento attraversata da qualcosa di più grande, come un cielo che abita l’orizzonte dell’anima. Accetto di liberarmi dalle illusioni per riconoscere questa pienezza che non pesa e non trattiene, ma illumina e trasforma.
Smetto di fuggire ciò che mi spaventa e scopro nascosta qui la possibilità di trasformarmi.
Il vuoto diventa spazio sacro, il velo grembo della visione.
L’anima è a casa.

