Con Miramare è la più a antica delle Aree Marine Protette italiane, istituita fin dal 1986 su input dei pescatori locali, consapevoli della necessità di proteggere il mare intorno alla loro isola, meno di 9 chilometri quadrati di terra vulcanica emersa a 67 chilometri da Palermo, in terraferma, e a 95 chilometri a nord ovest di Alicudi, la più vicina delle Eolie.
Come la Riserva naturale orientata tutela l’ambiente a terra, a mare, dove i fondali isolani sono catalogati come Sito di Interesse Comunitario, l’Amp è nata per preservare la biodiversità e le risorse dell’ambiente marino e per regolamentare la pesca. Dal 2012 è gestita congiuntamente dal Comune di Ustica e dal Ministero allora dell’Ambiente ora della Transizione ecologica.
GLI HABITAT
Segnate da numerose grotte e cavità, le coste dell’isola, che si presentano alte e scoscese, sotto la superficie del mare digradano velocemente fino ad alte profondità. Nel mare dell’Amp, per le sue peculiarità geologiche, si trovano rappresentati la maggior parte degli habitat mediterranei, tra pareti di roccia, canyon sottomarini, antiche colate laviche e grotte. Oltre agli aspetti geologici e morfologici, la grande biodiversità del mare di Ustica è legata alla sua posizione, lì dove le correnti atlantiche incontrano quelle del Basso Tirreno creando condizioni utili a un’alta concentrazione di plancton. Tutti questi fattori rendono possibile nel tratto di mare compreso nella perimetrazione dell’Amp la presenza del 20 per cento di tutte le specie vegetali e animali che vivono nel Mediterraneo. Un vero paradiso sommerso che, grazie all’Area Marina Protetta, è diventato un’oasi di ripopolamento e un modello di fruizione sostenibile, tanto che le creature del mare si sono talmente abituate alla presenza per loro innocua dell’uomo, da avvicinarsi senza alcun timore ai subacquei che lo frequentano.
L’Amp tutela la Posidonia, habitat primario, che è largamente presente nelle varie zone con estese e rigogliose praterie, ma soprattutto nella parte meridionale, dove cresce anche su sostrato roccioso fino ai 30/38 metri. Vi si trovano, tra l’altro, esemplari della sempre più rara Pinna nobilis. A bassa profondità, fin dove penetra la luce, su fondale roccioso vive l’alga bruna Cystoseira, mentre a maggiori profondità, in particolare sul Banco di Apollo, è presente la Laminaria rodriguezii, protetta a livello internazionale e nota anche come Laminaria di Ustica. Le profondità sono dominate dal coralligeno con spugne, briozoi, alghe coralline, alghe sciafile. E la gorgonia rossa (Paramuricea clavata), diffusa sulle pareti rocciose intorno alle quali danzano le castagnole rosse (Anthias anthias) e le castagnole brune (Chromis chromis). Non mancano le altre specie di gorgonie e il falso corallo nero dallo squillante colore giallo (Savalia savaglia). Nelle grotte, dai microhabitat tutti diversi, prosperano molluschi, crostacei, echinodermi e pesci. In sintesi, l’Amp offre condizioni favorevoli sia alle specie bentoniche che pelagiche, oltre agli organismi planctonici.
Tra i tanti, splendidi itinerari subacquei possibili nel mare di Ustica, alcuni siti sono particolarmente rappresentativi della spettacolare diversità biologica che si riscontra a tutte le profondità e in tutti gli ambienti dell’Amp. Lo Scoglio del Medico, che affiora dal mare vicino alla zona A e custodisce sott’acqua una rete di grotte e cunicoli, è il luogo ideale per incontrare nudibranchi come flabelline e vacchette di mare, polpi e murene negli anfratti, aragoste, cavalucci marini, ricciole, dentici, salpe, donzelle, saraghi fasciati, scorfani, corvine, occhiate, tonni, branchi di barracuda. E il pesce più rappresentativo del mare di Ustica, la cernia bruna (Epinephelus marginatus) è presente anche con esemplari di grandi dimensioni. Ma ci sono anche le rare cernie rosse (Mycteroperca rubra) e le cernie dorate o dotti (Epinephelus costae).
L’immersione più impegnativa è alla Secca del Secchitello in zona C, che è anche uno dei punti più belli con le sue guglie rocciose tra le quali si incontrano il falso corallo nero (Savalia savaglia), la gorgonia rossa, la gorgonia gialla (Eunicella cavolinii), castagnole nere e rosse, ricciole, saraghi fasciati, salpe, scorfani rossi ed esemplari della rara stella gorgone (Astrospartus mediterraneus) e alcionari come l’Alcyonium acaule.
ZONAZIONE
La Zona A di riserva integrale comprende sessanta ettari dal nord di Punta Spalmatore fino a Punta Megna per un chilometro e mezzo di larghezza e funge da zona di ripopolamento, dove è necessario che la vita marina non subisca interferenze umane. Perciò, vi sono vietati la pesca, la navigazione, l’accesso e la sosta con natanti di qualunque tipo e ogni altra attività che possa arrecare danno a fauna e flora. Ė però consentita la balneazione in punti precisi, tre per l’esattezza: a occidente a Cala Sidoti, l’unica spiaggia dell’isola; oltre la caletta dell’Acquario vicino alla Grotta Segreta e agli “Scogli piatti” di Punta Megna. L’escursione alla Grotta Segreta si può fare Con canoe dal fondo trasparente si può raggiungere la Grotta Segreta, dove si possono fare visita e snorkeling guidato.
La Zona B di riserva generale è sul versante settentrionale, dove si estende per 8mila ettari da Punta Gavazzi a Punta Omo Morto, fino a tre miglia dalla costa. Ė una zona cuscinetto che circonda tutta la zona A. Vi sono vietati la pesca e il prelievo ai subacquei con o senza respiratore. Sono consentite la fotografia subacquea e la pesca con lenze da fermo o da traino, se autorizzate. Ė permessa anche la pesca professionale, ma solo autorizzata. Vi si trovano lo Scoglio del Medico e la Secca della Colombara, due siti straordinari per la varietà di pesci.
La Zona C di riserva parziale è sul versante meridionale dell’isola e si estende anch’essa per 8000 ettari. Vi sono consentite la pesca professionale autorizzata e ogni forma di pesca sportiva legale, ma è vietata la pesca subacquea. Ė la zona dove si registra il maggior numero di immersioni dell’intera Area.
I SERVIZI
Sede nella Torre dello Spalmatore Sulla punta occidentale dell’isola s’innalza dal 1763 la Torre dello Spalmatore, una delle torri costiere della Sicilia che, restaurata nel 1996, ospita il Centro studi, la biblioteca e la sala congressi, in cui si organizzano eventi culturali, mostre e altre manifestazioni.
Al centro di Cala Santa Maria, a 10 metri dalla battigia, il settecentesco Magazzino a mare usato un tempo dai pescatori è la sede dell’Acquario dell’Amp. Vi sono riprodotti gli ambienti che connotano il mare protetto di Ustica a vari livelli di profondità, grazie a una serie di vasche con grandi vetrate, di cui cinque comunicanti più una sesta, la più grande, che completa il percorso ideato e organizzato con finalità scientifiche e didattiche. Nello stesso edificio è allestito anche un laboratorio marino, attrezzato per consentire di lavorare in loco a ricercatori e studiosi di enti scientifici e università.
Nel cuore dell’isola, in piazza Umberto I, è aperto un Centro informazioni a disposizione di quanti frequentano l’isola per godere del suo splendido mare.
Ph: www.ampustica.it