Cinquantadue chilometri quadrati in cui la natura sta riprendendo ovunque il suo dominio, circondati da un mare che per le sue caratteristiche è casa accogliente di una parte significativa delle specie vegetali e animali del bacino mediterraneo. L’isola dell’Asinara, davanti alla punta più estrema della Sardegna nord-occidentale, sta allungata tra il mare di Corsica a nord, il mar di Sardegna a ovest, il grande golfo omonimo a est e uno stretto braccio di mare, il Passaggio dei Fornelli, che la separa dalla piccola isola Piana. Praticamente disabitata, è un’oasi tutelata sia a terra con un Parco nazionale sia a mare con un’Area Marina Protetta, che prendono entrambi il suo nome. Istituita il 13 agosto 2002, l’Amp, che è affidata in gestione al Comune di Porto Torres, ingloba anche la Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e la Zona di Protezione Speciale (ZPS) Isola dell’Asinara. Per la sua posizione e per la notevole frequentazione delle sue acque, spesso mosse dai venti, da parte di varie specie di Cetacei, rientra nell’Area Marina Protetta internazionale del Santuario dei Cetacei Pèlagos.
GLI HABITAT
Modellati dalle correnti che si muovono in direzioni opposte a seconda delle stagioni e frutto della particolare esposizione dei diversi versanti dell’isola, i fondali marini intorno all’Asinara presentano caratteristiche molto varie, che sono elemento fondamentale della grande biodiversità di cui l’Amp è chiamata a essere custode.
Sul lato occidentale, dove la costa è alta, le pareti rocciose ripide sprofondano velocemente nel “mare di fuori”, raggiungendo i cinquanta metri di profondità, dove il fondale è duro e roccioso perché l’azione delle correnti non consente l’accumulo di depositi di sabbia. Sul lato orientale, più protetto, dove la costa sinuosa presenta un profilo più dolce, le pareti rocciose digradano dolcemente verso i cinquanta metri, con zone sabbiose in cui cresce rigogliosa la Posidonia oceanica, con tutto il ricco patrimonio di specie vegetali e animali di cui rappresenta l’habitat di riferimento. Già tra i rizomi sono insediati la pinna nobile, stelle di mare come la spinosa(Marthasterias glacialis) e la rossa (Echinaster sepositus) e oloturie (Holothuria tubulosa e Holothuria forskali) con numerosi pesci tra cui cavalluccio marino, pesce ago, labridi, sarago, salpa, orata, boga (Boops boops) e triglia. Nei fondali dell’Asinara, tra Rada dei Fornelli e Punta Sabina, si estende per 15 chilometri quadrati fino ai 35 metri una delle più vaste praterie del Mediterraneo. Ma la Posidonia è presente anche sul versante occidentale tra Punta Tumbarino e Porto Manno della Reale fino a 30/40 metri.
La Posidonia è tra le specie da tutelare da parte dell’Amp, insieme all’alga calcarea Lithophyllum lichenoides, che contribuisce nella zona intertidale alla formazione del marciapiede a vermeti, alla Pinna nobilise alla Patella ferruginea, entrambe a serio rischio di estinzione. Tra le rarità, a Punta dello Scorno, a 70 metri, c’è una significativa presenza di Laminaria rodriguezii, l’alga che vive anche a notevoli profondità e rappresenta il prezioso habitat di numerose specie.
Anche le varietà di alghe sono molto numerose. Tra le tante, nella costa orientale si notano popolazioni di Enteromorpha compressa; a maggiore profondità si trovano Lithophyllum byssoides, Ralfsia verrucosa, Rivularia bullata, Rivularia atra, Bryopsis muscosa, Ceramium rubrum, Gelidium spathulatum, Lyngbia confervoides, Rhizoclonium tortuosum, Pseudochlorodesmis furcellata, Gelidiella ramellosa e Neogoniolithon mamillosum. Nel piano infralitorale, sui fondali rocciosi occidentali, ci sono Cystoseira amentacea, Laurencia obtusa, Jania rubens, Dilophus spiralis, la scopa di mare (Stypocaulon scoparium), l'ombrellino di mare (Acetabularia acetabulum), la pavonia (Padina pavonica), e negli anfratti si distinguono lo sferococco coronato (Sphaerococcus coronopifolius) e il ficodindia di mare (Halimeda tuna). Non manca più in profondità il sargasso comune (Sargassum vulgare) e nei punti più protetti dalle correnti la Cystoseira brachycarpa e la corallina comune (Corallina elongata). Le distese di alghe sono popolate da spirografi (Sabella spallanzanii) e foraminiferi (Miniacina miniacea), Altrettanto varia è la fauna: a bassa profondità, littorina nera (Melaraphe neritoides), porcellino degli scogli (Ligia italica) ed Euraphia depressa; più in basso, dente di cane (Chthamalus stellatus), varie specie di patelle, chiocciola di mare (Monodonta turbinata) e diverse specie di gasteropodi del genere Gibbula; e ancora mitili, pomodoro di mare (Actinia equina), granchio corridore (Pachygrapsus marmoratus) e granchio favollo (Eriphia verrucosa). Il coralligeno ospita gorgonie e coralli. Lungo i fondali rocciosi, varie specie di bavosa come la bavosa cervina (Parablennius zvonimiri) e la bavosella d'alga (Clinitrachus argentatus), ghiozzo, corvina, dentice, varie specie di saraghi, spigola, scorfano nero (Scorpaena porcus), lo scorfano rosso(Scorpaena scrofa), lo scorfanotto (Scorpaena notata), tante specie di di labridi e aragoste adulte fino a100 metri. Lungo la costa settentrionale, si vedono cernia bruna, cicala di mare o magnosa, murena, gronco e polpo. Sui fondali sabbiosi varie specie di ricci, idrozoi, granchi, trigone o pastinaca (Dasyatis pastinaca) e torpedine marezzata (Torpedo mormorata). Tra i pelagici, lampuga, acciuga e barracuda.
Non è raro incrociare in mare balenottere, capodogli, delfini e tartarughe marine.
ZONAZIONE
Tre sono le Zone A di tutela integrale: tra Punta dello Scorno e Punta del Porco a nord; tra Punta l’Arroccu e Punta Galetta e tra Punta Pedra Bianca e Punta Agnadda, nella parte centrale dell’isola, davanti a Cala di Scombro di fuori e Cala di Scombro di dentro. Vi è consentito solo l’accesso e la sosta a imbarcazioni di servizio per soccorso e sorveglianza e di appoggio alla ricerca scientifica autorizzata dall’ente gestore. Vi è vietata ogni altra attività.
La Zona B di tutela generale corrisponde al tratto di mare occidentale e orientale dell’isola compreso tra Punta Salippi e Punta Barbarossa, circonda quasi tutta l’isola tranne le Zone A. Vi sono vietati la navigazione, l’ancoraggio, l’ormeggio e qualunque tipo di pesca. Vi sono consentiti: la balneazione regolamentata; le immersioni subacquee con o senza respiratore autorizzate e disciplinate dall’ente gestore; la navigazione a remi e a vela; la navigazione a motore, autorizzata e disciplinata dall’ente gestore, solo per le imbarcazioni adibite al trasporto collettivo per le visite guidate, a velocità non superiore ai cinque nodi, solo per imprese con sede a Porto Torres e Stintino; ormeggio autorizzato solo in aree appositamente attrezzate, compatibilmente con la tutela dei fondali, ai natanti a remi e a vela, alle imbarcazioni a motore adibite al trasporto collettivo per le visite guidate e ai pescatori residenti nei Comuni di Porto Torres e Stintino che esercitano la pesca professionale e il pescaturismo; la pesca professionale autorizzata effettuata con attrezzi selettivi di uso locale, oltre i 150 metri dalla costa, riservata ai pescatori e alle cooperative di pescatori di Porto Torres e Stintino; il pescaturismo esercitato da pescatori o cooperative di pescatori di Porto Torres e Stintino, con attrezzi selettivi e oltre i 150 metri dalla costa.
La Zona C di riserva parziale circonda tutta l’isola all’esterno delle Zone A e B. Vi sono vietati la navigazione, l’ancoraggio, l’ormeggio, la pesca professionale, il pescaturismo, la pesca sportiva e la pesca subacquea. Sono, invece, consentiti: la navigazione a remi e a vela; la navigazione a motore autorizzata e disciplinata dall’ente gestore alle sole imbarcazioni adibite al trasporto collettivo per visite guidate e a una velocità non superiore ai dieci nodi, privilegiando le imprese di Porto Torres e di Stintino; l’ancoraggio ai natanti a remi e a vela in zone attrezzate, compatibilmente con la tutela dei fondali.
Nel tratto di mare che è denominato “Passaggio dei Fornelli”, da Punta Salippi a Punta Barbarossa, la velocità massima della navigazione non può essere superiore ai tre nodi.