Sono ancorati alla roccia, sul fondale duro che rappresenta il loro habitat di riferimento, alle più diverse profondità.

Una posizione scelta per essere funzionale alle loro necessità vitali: disporre di luce, ossigeno e cibo. Dalla quale possono spostarsi, strisciando lentamente verso un altro sito più propizio, dove fermarsi, anche a lungo, fin quando le condizioni saranno favorevoli. Sono polipi singoli dai vivaci colori e dalla forma che fa pensare a un fiore sbocciato, le attinie, note anche come anemoni di mare, animali classificati come Cnidari (Celenterati) Antozoi della sottoclasse degli Esacoralli. Si tratta di organismi invertebrati e bentonici, perché legati al fondo marino, che vivono in tutti i mari del pianeta. Ben 1200 specie diverse, che si nutrono di molluschi, crostacei e piccoli pesci, catturati, quando le correnti li spingono nella loro direzione, utilizzando i loro tentacoli provvisti di cellule con un veleno in grado di paralizzare le prede, che può provocare ustioni da contatto anche all’uomo. I tentacoli sono sempre in numero multiplo di sei, perciò appartengono alla sottoclasse degli Esacoralli. E anche il nome Cnidari è collegato ai tentacoli, in quanto urticanti.Attinia

Le attinie, come altri animali marini, ospitano nei loro tessuti delle minuscole alghe, le zooxantelle, con cui vivono un rapporto simbiotico di mutua utilità. Ė per assicurare alle zooxantelle la luce che necessita loro per la fotosintesi clorofilliana che le attinie si posizionano in punti sufficientemente luminosi. Le alghe condividono con l’attinia parte delle sostanze nutritive che producono con la fotosintesi, in cambio ne ottengono protezione tra i tentacoli velenosi e anche sostanze minerali per loro fondamentali. 

Il polipo dell’attinia ha un corpo di forma cilindrica che sulla sommità presenta una corona di tentacoli e al centro una bocca, che è l’unica apertura verso l’esterno, da cui entra il cibo e fuoriescono gli scarti. La bocca è collegata al celenteron (da cui il nome anche di Celenterati), la cavità gastrovascolare che funge da stomaco, intestino e retto.

Ė un’attinia anche il pomodoro di mare (Actinia equina), che vive nella zona intertidale (ovvero quella parte di litorale che emerge o resta sommersa a seconda del movimento delle maree), a pochi metri di profondità sui fondali rocciosi costieri.