CARTINE MARE.IT Torre Guaceto

Una torre aragonese, edificata nel XVI secolo per la difesa di un tratto della costa del Salento a nord di Brindisi, è divenuta a partire dal 1991 il simbolo e il centro della difesa dell’importante patrimonio naturale del territorio che la circonda sia a mare che a terra. “Gaw sit”, ovvero “luogo dell’acqua dolce”, lo avevano chiamato gli arabi, da cui Guaceto, in riferimento alle caratteristiche di un sito ricco d’acqua, una zona umida, pressappoco al centro di un litorale in parte roccioso e in parte basso e sabbioso tra Punta Penna Grossa e gli scogli di Apani, davanti al quale si estende dal 1991 l’Area Marina Protetta Torre Guaceto, che comprende uno specchio di mare fino al limite batimetrico dei 50 metri. Gestita da un consorzio tra i Comuni di Carovigno e di Brindisi e l’associazione Wwf onlus, che per prima evidenziò la necessità di salvaguardare le particolarità naturali di quell’area. In seguito riconosciuta anche come Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea (ASPIM), inserita nella lista del Centro di Attività Regionale per le Aree Specialmente Protette dell’UN Environment Programme (UNEP).

Nel 2000 è stata istituita la Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto, estesa per 1200 ettari e delimitata dal tratto di costa di circa 8 chilometri corrispondente al litorale dell’Area Marina Protetta, con l’obiettivo di tutelare anche a terra la grande biodiversità presente intorno a Torre Guaceto, dove tra la zona umida e il sistema di dune sulle spiagge di sabbia chiara vive la metà delle specie vegetali presenti in Puglia, alcune delle quali a rischio, oltre a numerose rarità botaniche.  

Quell’area comprende la Zona Speciale di Conservazione ZSC “Torre Guaceto e Macchia di San Giovanni”, che salvaguarda 20 habitat iscritti nella Direttiva Habitat di cui sei considerati prioritari.

 

GLI HABITAT

Specularmente a quanto si rileva a terra, anche a mare una preziosa biodiversità caratterizza l’ambiente marino, dalla linea di costa fino al limite della perimetrazione. Ci sono ampi tratti di fondale roccioso, dalla zona di marea, in cui vivono organismi bivalvi e il pomodoro di mare (Actinia equina) con alghe verdi tra le quali la lattuga di mare (Ulva lactuca) e l’ombrellino di mare (Acetabularia acetabulum), che poi lasciano spazio alle distese dell’alga bruna Cystoseira associata all’altra alga bruna coda pavonia (Padina pavonica), con spugne calcaree, anemoni di mare, ricci e stelle di mare, mentre in cavità e anfratti vivono polpo e sciarrano, donzelle, salpa, occhiata, sarago e scorfano. Diffusi anche i fondali sabbiosi, in cui vivono vermi bivalvi, ma soprattutto sogliola, razza e la pericolosa tracina. Non mancano le caratteristiche madrepore pagnotta (Cladocora cespitosa).

Il fondale sabbioso fino ai 25 metri accoglie ampie praterie di Posidonia, con tante specie come la pinna nobile e lo spettacolare anemone dorato (Condylactis aurantiaca). La Posidonia lascia spazio tra i 20 e i 40 metri al coralligeno, alla cui costruzione contribuiscono in particolare le alghe rosse. In quell’ambiente, che usufruisce di minore luce, proliferano le gorgonie gialle (Eucinella cavolinii) e bianche (Eucinella singularis), falso corallo e trina di mare (Reteporella grimaldii), la colorata margherita di mare (Parazoanthus axinellae) e le grandi spugne Axinelle. Tra i pesci, vivono nell’Amp sarago e occhiata, perchia, donzella,e donzella pavonina.

 

Ph:www.riservaditorreguaceto.it

Itinerary

Alessandro Ciccolella - segreteria@pec.riservaditorreguaceto.it