CARTINE MARE.IT Tremiti

Secondo il mito, sono gli scogli gettati in mare da Diomede, che sono ancora conosciuti e riconosciuti come Isole Diomedee. A sole dodici miglia a nord del Gargano, l’arcipelago pugliese delle Tremiti, le uniche isole italiane nel Mare Adriatico, è formato da cinque isole: San Domino, San Nicola e Caprara le più grandi, l’isolotto Cretaccio tra loro e, distaccata dalle altre da 11 miglia di mare a nord-est e più lontana dalla terraferma, Pianosa. Per la bellezza dei loro paesaggi tra terra e mare e per lo straordinario valore ambientale che rivestono, dal 1989 sono tutelate da un’Area Marina Protetta, che è stata affidata in gestione al Parco Nazionale del Gargano.  

L’Amp ingloba la Zona Speciale di Conservazione “Isole Tremiti” e la Zona di Protezione Speciale ZPS che riguarda l’avifauna e, nello specifico, punta a tutelare le colonie di berta maggiore (Colonectris diomedea), la diomedea molto diffusa sulle isole e protagonista di una leggenda sul suo canto struggente, e la berta minore (Puffinus puffinus)

GLI HABITAT

L’esplorazione dei fondali ha consentito di individuare nel mare che circonda le Diomedee ben 17 diversi habitat e le diverse specie vegetali e animali che vi sono associate. Elemento distintivo dell’Amp è la prevalenza del sostrato roccioso, al contrario di quanto si riscontra generalmente in Adriatico, dove è il sostrato sabbioso il più largamente diffuso. 

Nella fascia infralitorale, dove la profondità è minore e vi è ancora una notevole luminosità, crescono varie specie di alghe brune. A bassa profondità si trovano le praterie di Posidonia, che non rappresentano un habitat dominante nell’Area. Si tratta, infatti, di tre praterie non molto estese, due nel mare di San Domino e l’altra tra San Nicola e il Cretaccio. Vi si incontrano branchi di barracuda. E l’Amp ha in corso uno studio sulla nacchera (Pinna nobilis).

Molto più diffuso è il coralligeno, già dai trenta metri, con la particolarità in tutto il bacino mediterraneo che si tratta di formazioni frutto dell’accumulo di alghe rosse incrostanti come il Lytophillum byssoides. Vi sono associate molte specie come la margherita di mare (Parazoanthus axinellae), la madrepora arancione (Astroides calycularis) e varie specie di attinie, tra le quali capelli di Venere (Anemonia sulcata), l’attinia più grande del Mediterraneo. E poi spugne, vari crostacei e molluschi.

Elemento caratteristico dell’Area Protetta è la grande biodiversità che vi si riscontra.

Numerose sono anche le specie ittiche che vivono nel mare dell’Amp: cernia bruna (Epinephelus marginatus), corvina (Sciaena umbra), murena (Muraena helena), scorfano nero (Scorpaena porcus), scorfano rosso (Scorpaena scrofa), grongo (Conger conger), ricciola (Seriola dumerili), sarago pizzuto (Diplodus puntazzo), sarago fasciato (Saragus vulgaris), dentice (Dentex dentex) e, tra i grandi pelagici, il tonno (Thunnus thynnus) e il pesce spada (Xiphias gladius). Abbastanza diffusi sono anche alcune specie del genere cavalluccio marino.

Itinerary

Vincenzo Totaro