Ė la più grande Area Marina Protetta della Penisola, con una estensione di ben 14721 ettari nel Mar Ionio, istituita nel 1991 per tutelare le specificità ambientali del tratto di mare antistante la costa calabrese tra Crotone e Isola di Capo Rizzuto, da Capo Colonna, l’antico promontorio Lacinio che chiude il Golfo di Taranto, alla Punta delle Castella nel Golfo di Squillace con il suo castello aragonese. Oltre 42 chilometri di fascia costiera con preziose testimonianze archeologiche di epoca magno-greca e romana, disegnati da otto promontori, scenografiche insenature e spiagge sabbiose, scelte dalle tartarughe Caretta caretta per deporre le uova. Gestita dalla Provincia di Crotone, l’Amp ingloba la Zona Speciale di Conservazione “Fondali da Crotone a Le Castella”.
GLI HABITAT
A terra, la costa rocciosa è coperta da macchia mediterranea e nella parte a contatto col mare il finocchio marino (Chritmum maritimum) , mentre i tratti sabbiosi non privi di dune sono popolati da gigli di mare (Pancratium maritimum). Più all’interno si estende una pineta associata a specie tipiche della macchia, come lentisco, mirto, tamerice, ginestra, ginepro e cappero.
In mare sono presenti secche estese, con cunicoli e anfratti dove trovano rifugio cernie, polpi, murene.
Molto diffuse sono le praterie di Posidonia, che cresce rigogliosa sia sul fondale sabbioso, che sulla roccia. Tra le lunghe foglie della pianta vivono varie specie di ricci, tra cui il raro riccio saetta (Stylocidaris affinis), stelle marine, tra cui la stella rossa comune (Echinaster sepositus) e la stella serpente (Ophidiaster ophidianus), spugne, meduse, molluschi. In vari siti la Posidonia lascia il posto, intorno ai venti metri di profondità, all’altra fanerogama Cymodocea nodosa, con praterie anche a Capo Colonna e a Capo Cimiti, due delle zone A dell’Amp. Sul sostrato roccioso con insediamenti di alghe fotofile si trovano attinie, gorgonie e coralli. Di particolare interesse sono i banchi della rarissima madrepora pagnotta o a cuscino (Cladocora caespitosa), la più grande del Mediterraneo, che vive fino ai sessanta metri.
Tra le numerose specie ittiche, ci sono saraghi fasciati, dentici, triglie, donzelle, branchi di barracuda sempre più diffusi come i pesci pappagallo (Euscarus cretensis), tonnetti. Nelle acque dell’Amp si incontrano anche branchi di delfini.
Le spiagge di Sovereto e Alfieri sono diventate negli anni siti di nidificazione e di nascita delle Caretta caretta, la cui tutela è tra le attività poste in essere dall’Area Marina, che si è dotata anche di un Centro recupero per curare le tartarughe marine ferite o malate.
ZONAZIONE
L’Amp calabrese conta tre zone A di riserva integrale davanti a Capo Colonna, Capo Ciniti e Capo Bianco, dove sono vietate tutte le attività che non rientrano tra quelle di soccorso, di servizio e di ricerca scientifica autorizzata, fatta eccezione per le visite guidate senza respiratore che l’ente gestore autorizza nella zona A di Capo Cimiti.
La Zona B di riserva generale ingloba il tratto di mare tra Capo Donato e il limite orientale di Barco Vercillo. Lì è consentita la balneazione e sono previste visite guidate da diving autorizzati, snorkeling e immersioni con o senza respiratore autorizzate dall’Ente gestore; la navigazione a vela, a remi e a motore, purché a velocità non superiore ai 5 nodi; l’ancoraggio in zone specifiche e l’ormeggio in zone apposite attrezzate con gavitelli; la piccola pesca professionale con attrezzi ecocompatibili, il pescaturismo e la pesca sportiva, ma solo con lenza e canna da fermo. Ė vietata la pesca subacquea. Per tutti i frequentatori vige l’obbligo di preservare l’ambiente marino.
La Zona C di riserva parziale corrisponde a tutta la parte restante di mare compresa entro il perimetro dell’Amp. Oltre a quanto è permesso nelle Zone B, vi è consentita la navigazione a motore a una velocità non superiore ai 5 nodi entro i 300 metri dalla costa e non superiore ai 10 nodi oltre i 300 metri.
I RELITTI
Naufragi antichi e moderni hanno lasciato nelle acque dell’Amp relitti di navi che il tempo, in alcuni casi lungo secoli, ha trasformato in microhabitat favorevoli all’insediamento di varie forme di vita vegetale e animale, creando ambienti particolarmente interessanti e suggestivi, che rappresentano altrettanti punti di interesse.
Uno dei relitti è adagiato sul fondo davanti al castello aragonese di Le Castella e, più al largo, in quella zona si trovano anche testimonianze di epoca romana. Sulle secche di Capo Rizzuto, si trova il relitto “Gunny” a 24 metri e quello del “Bengala”, affondato ai primi del ‘900; sulla secca Le Cannella, a 29 metri, giace il relitto “Chico”.
L’AQUARIUM CEAM
L’Amp calabrese dispone di un Centro Educazione Ambiente Marino (CEAM) a Capo Rizzuto, nella piazza del Santuario della Madonna Greca. Si tratta di un acquario, dove in ventidue vasche sono riprodotti i diversi habitat presenti nell’Area Marina, con le specie di flora e fauna che li caratterizzano. La struttura ospita anche un laboratorio didattico, per fare educazione ambientale con i bambini e i ragazzi delle scuole del territorio, e una sala multimediale per la proiezione documentari sul mare, con il valore aggiunto di una vasca tattile, per toccare gli abitanti del mare.
Una parte dell’edificio è adibita a Centro di recupero delle tartarughe marine, con quattro vasche di stabulazione e l’ambulatorio veterinario gestito dal Wwf di Crotone.
SERVIZI
L’Amp si è dotata di due battelli dal fondo trasparente, per consentire anche a chi non fa immersioni subacquee di scoprire le meraviglie custodite nel mare di cui cura la tutela e la valorizzazione.
Ph: RM Capo Rizzuto